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Opera Dragonfly si prepara per il primo vagito

Circa un mese fa scrivevo il primo post sul mistero che circondava Opera Dragonfly.

Opera DragonflyLe idee al riguardo erano molte e le più disparate ma fino alla fine nulla di certo si sapeva sulla natura di questo fantomatico progetto.

Ora finalmente quelli di Opera hanno deciso di rompere la suspance e, contestualmente al rilascio della seconda beta pubblica di Kestrel, hanno rivelato al mondo intero cosa in effetti sia questa fantomatica libellula che tanto ha fatto parlare di sè.

Come giustamente ipotizzato da molti (e da babox in particolare che ne ha fornito anche una interessante spiegazione) il progetto non era altro che i tanto attesi strumenti di sviluppo che da tempo la software house norvegese aveva promesso ai suoi utenti. Ed in effetti la loro mancanza si sentiva eccome, nonostante la pur sempre ottima Developer Console sviluppata in javascript come palliativo temporaneo.

Adesso invece il nuovo tool pare non voglia più essere considerato solo un’alternativa minore al più famoso Firebug, bensì prenderne il posto come strumento di riferimento per tutti gli sviluppatori web. (per i particolari vi rimando all’articolo su OperaZone.it)

Certo fin qui si parla di semplice campagna pubblicitaria visto che ai fatti nessuno ha ancora avuto il piacere di testarlo di persona, ma, basandomi sulla semplice esperienza personale, credo che entro poco tempo Opera Dragonfly riuscirà davvero nel suo obiettivo (con l’inevitabile “effetto collaterale” che molti più utenti useranno anche Opera browser :razz: ).

Che dire allora… appuntamento al 6 Maggio per il grande debutto e per le prime prove su strada. Io ho già prenotato i biglietti, e so che anche voi farete altrettanto visto il numero di visite che il precedente articolo ha ricevuto tramite Google. :wink:

Opera per gli sviluppatori Web?

Solo una settimana fa scrivevo per OperaZone dell’interessante intervista rilasciata da Jan Standahl, direttore dell’ Opera product management e del developer relations team, e Chris Mills, Opera developer relationship manager, a Digital Web Magazine, in cui i due spiegavano i vantaggi che qualsiasi sviluppatore web avrebbe ottenuto usando Opera.

WorldE sinceramente ho trovato le motivazioni addote da Jan e Chris estremamente convincenti e assolutamente veritiere (al contrario di quanto mi è capitato spesso di leggere in altri contesti in cui tutto si basa su pura fuffa). La presenza, ad esempio, della stessa architettura su dispositivi fissi e mobili (ovvero quanto avverrà definitivamente con Opera 9.5) è senza dubbio (o, meglio, dovrebbe esserlo) uno dei motivi più validi per uno sviluppatore web così come l’assoluta aderenza a standard Web certificati dal W3C.

Tuttavia giusto qualche giorno fa mi son trovato io stesso, durante lo sviluppo di Engelium’s Wall, nella situazione di dover scegliere quale browser usare per il suo debug ed i vari test su strada. E, ahimè, la scelta è ricaduta ancora una volta su Firefox.

Eppure ormai le soluzioni web-dev per Opera non mancano di certo. La Developer Console sviluppata qualche tempo fa non ha molto da invidiare a quanto ha da offrire Firebug, così come il Terminale degli errori che ritengo esattamente alla pari nei due browser. Ed anche per quel che riguarda la Web Developer Toolbar di Firefox esistono validissime alternative usando menu e/o toolbar ad hoc (ZDYX’s menu tanto per dirne uno).

Perchè allora questa scelta decisamente insolita da parte mia? Semplicemente una parola: comodità.

HTML ValidatorDi che comodità sto parlando? Del poter ad esempio vedere se la pagina che sto sviluppando è aderente agli standard W3C semplicemnte buttando un’occhio alle iconcine di Firebug, HTML Validator (che preferisco di gran lunga a Firebug) o, infine, a quelle della Web Developer Toolbar (che distinguono addirittura tra (x)HTML, CSS e Javascript).

Obiezione: ma anche Opera supporta (e di default) la validazione dei sorgenti tramite una comoda voce di menu o shortcuts da tastiera (Ctrl+Alt+V).

Vero, ma per farlo bisogna innanzitutto agire manualmente a differenza di quanto avviene in FF, e poi il tutto passa comunque per il servizio di validazione on-line offerto dal W3C (i cui server fra l’altro risultano spesso dei veri bradipi nello gestire le richieste ricevute).

Si tratta insomma di una piccolezza a prima vista di importanza nulla, ma che è stata capace di spingermi all’uso di Firefox anzichè di Opera. Dove voglio arrivare? Semplicemente vorrei che ad Oslo capissero che basta un niente per scegliere un applicativo e non un altro. Una cosa che troppo spesso invece hanno deciso di ignorare.

Comunque, come si legge nell’intervista, presto Opera rilascerà i suoi nuovi strumenti per Webmasters (ricordo che l’attuale Developer Console in javascript è solo un palliativo temporaneo) che dovrebbero colmare definitivamente il divario fra i due browser. Con la speranza che anche queste “frivolezze” non passino più inosservate.

 

Aggiornamento:
Lo stesso argomento è stato trattato proprio ieri da Daniel Goldman su OperaWatch. la discussione (e tutti i commenti che la seguono) sono piuttosto interessanti. Sicuramente merita una lettura ;) .