Monthly Archive for gennaio, 2009

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Gli usi più creativi di jQuery ?

Oggi spezzo un po’ la monotonia di questo blog per tornare a parlare (era ora!) un po’ di web mastering e web design.

L’occasione mi si è presentata nel mentre selezionavo le risorse da inserire nel prossimo Best of Week e mi sono imbattuto in un articolo, apparso sul celebre portale NetTuts, a prima vista davvero interessante per chiunque si stia cimentando con jQuery e sviluppo web in generale: The 20 Most Practical and Creative Uses of jQuery.

Già il solo titolo, unito alla testata che lo ha pubblicato, dovrebbe essere una garanzia più che sufficiente non solo di utilità pratica ma anche di elevata qualità. Eppure, un po’ per scrupolo, un po’ perchè anche a me la cosa interessava parecchio, ho deciso di andare oltre la semplice lettura e tastare con mano tutti gli esempi riportati. E posso anticiparvi sin da ora che quell’articolo non finirà nella mia rubrica.

Mentre ad una prima lettura sembrerebbe infatti che le implementazioni effettuate dai vari autori siano la cosa più straordinaria del mondo, il discorso cambia decisamente quando si vanno ad aprire i vari esempi.

Non voglio qui puntare il dito contro questo o quello script/sviluppatore, pertanto cercherò di limitarmi ad una anlisi globale sugli aspetti più deludenti riscontrati.

Innanzitutto mi ha lasciato davvero molto perplesso notare come il fattore accessibilità sia stato totalmente ignorato non soltanto da alcuni sviluppatori, ma anche dall’autore dell’articolo.

Personalmente parto infatti da un presupposto imprescindibile secondo cui, se la resa finale non può essere cross-browser o cross-platform, bisognerebbe almeno garantire la piena fruizione dei contenuti anche sui browser non compatibili o con javascript disabilitato. Aspetto che invece non sembra essere stato preso in considerazione da alcuni sviluppatori (pochi per fortuna).

Restando sempre in tema accessibilità mi è parso poi davvero ridicolo riscontrare fra i siti in lista un Portfolio (o landing page) che supera addirittura i 5 MB (senza contare le infinite richieste http) per la sola (e strimizita) home page! Francamente, dopo aver atteso il caricamento di un mostro del genere, mi sarei quantomeno aspettato che non ci sarebbero più stati tempi di attesa nel passare da una sezione all’altra… Ovviamente mi sbagliavo ed anche tecniche base come il semplice preload o gli sprites vanno evidentemente al di là dell’immaginario comune.

Certo che se fosse finito tutto qui mi sarei comunque potuto ritenere fortunato. Ed invece è proprio la domanda che segue che mi ha portato a scrivere questo post:

Ma era davvero necessario ricorrere a jQuery (e JavaScript in generale) per ottenere quegli effetti?

Incredibile ma vero la risposta, in molti casi, è no. :eek:

Per replicare alcuni degli effetti presentati sarebbe infatti bastato l’uso dei ben più semplici e compatibili CSS, eventualmente combinati con qualche sano hack.

Ora, ben vengano sperimentazioni e dimostrazioni pratiche delle proprie abilià o delle possibilità di un framework JS, ma nel momento in cui queste abbandonano lo status di esempio per approdare nel mondo reale credo bisognerebbe essere un po’ più critici. Specie poi nel caso specifico di jQuery che non è certo noto come il più parsimonioso di risorse (anche se con la prossima versione le cose porebbero cambiare).

Infine, e parzialmente correlato al punto precedente, lascia un po’ perplessi anche un’altra cosa. Molte delle risorse segnalate non hanno in realtà quasi nessun “sex-appeal” . Cosa che dovrebbe fare un attimo riflettere per un articolo che titola come “I 20 usi più pratici e creativi di jQuery”.

Ma ad ogni modo qui si va sul campo dei gusti personali e non è quindi possibile dare giudizi assoluti.

Chiudo quindi questo mio secondo articolo-polemica (o terzo ? :???: ) nel mondo del web design lasciando a voi il compito di giudicare. E se volete fatemi avere i vostri pareri. ;)

PS
Preciso comunque che non tutto è da buttare e, anzi, molte cose sono interessanti. Solo sarebbe stato necessario maggior criterio durante la stesura dell’articolo.

Integrare Foxit Reader in Opera, Safari e Chrome

Attenzione: nell’articolo viene preso in considerazione prevalentemente Opera ma il procedimento è valido anche per Firefox, SeaMonkey, Flock, Safari, Google Chrome e qualsiasi altro browser NPAPI compatibile.

Uno dei software più interessanti scoperti in questi ultimi anni è stato, senza ombra di dubbio, Foxit Reader.

Francamente non credo abbia bisogno di presentazioni ma, per chi non lo conoscesse ancora, si tratta della più valida alternativa ad Adobe Reader non soltanto in grado di gestire alla perfezione qualsiasi file in formato PDF, ma risultando anche notevolmente più leggero e veloce del rivale e ricco di funzionalità aggiuntive.

Una delle poche pecche consisteva però nell’assenza di un plugin che ne permettesse l’integrazione all’interno del browser web per la visualizzazione dei documenti direttamente in quest’ultimo senza dover prima scaricarli e poi aprirli all’interno dell’applicazione. Fortunatamente con la versione 3, uscita qualche tempo fa, anche questo divario è stato colmato con il rilascio di un plugin compatibile con tutti i browser che usino lo standard Netscape’s Plugin API (NPAPI), ovvero tutti eccetto Internet Explorer.

Tuttavia, almeno per il momento, riuscire ad utilizzare questa nuova funzione in browser diversi da Firefox non è poi così immediato a causa di alcune “sviste” da parte degli sviluppatori che hanno preferito utilizzare un proprio metodo di installazione anzichè basarsi sul ben più collaudato e sicuro standard aperto. La cosa è stata già segnalata dagli sviluppatori di Opera ASA sul forum di Foxit Software e verrà probabilmente corretta nella prossima major release, ma, nel frattempo, ecco come procedere per poterne usufruire anche su browser diversi da Firefox.

Innanzitutto bisognerà procurarsi il plugin.

Se nel vostro sistema è installato anche Firefox (non valgono le varie versioni portable) ecco i passaggi da seguire, in caso contrario saltate (ovviamente) il primo punto:

  1. Assicuratevi che Firefox sia chiuso
  2. Aprite Foxit Reader
  3. Andate su Help > Check for Updates Now…
  4. Nella finesta che si aprirà selezionate nel box a sinistra “Firefox Plugin” e cliccate su Add
  5. Quindi cliccate su Install.

Partirà il download e l’installazione del plugin.

A questo punto, se Firefox era presente e tutto è andato a buon fine, avrete già finito in quanto Opera, per impostazione predefinita, userà anche i plugin installati all’interno della cartella di Firefox.

Se invece così non fosse dovrete copiare manualmente nella cartella dei plugin di Opera il file npFoxitReaderPlugin.dll che si trova (a meno non abbiate installato il programma in una diversa directory) in C:\Programmi\Foxit Software\Foxit Reader\plugins.

A questo punto, non appena vi imbatterete in un documento PDF, vi verrà richiesto se volete aprirlo direttamente in Opera usando il plugin di Foxit o preferite invece salvarlo.

Se invece non desiderate che vi venga richiesto ogni volta, basterà selezionare la casellina un basso o, se questa non fosse (come nel mio caso) attiva, andare su Strumenti > Preferenze… > Avanzate > Download, cercare l’estensione pdf, cliccare su Modifica… e selezionare l’ultima opzione (Usa plug-in).

Ed ecco infine il risultato ottenuto:

NB: Il procedimento descritto a volte sembra non dare buon esito causando il crash del browser. In questo caso è probabile che Foxit non abbia registrato correttamente il plugin. Per risolvere aprite la riga di comando e digitate:

regsvr32 /s "%ProgramFiles%\FOXITS~1\FOXITR~1\plugins\FOXITR~1 .OCX"

Ora dovreste essere in grado di usare correttamente il plugin. Se provate fatemi avere i vosti feedback. ;)

Best of Week (+/-) #1

In un mondo perfetto, il mio mondo perfetto, oggi avrei rivoluzionato totalmente questa rubrica e mi sarei goduto “la vostra meritata invidia”. Ma visto che così non è non vi resta che accontentarvi (o cancellare questa inutile sottoscrizione). :lol:

Kabu - The Truth

Ecco la playlist della settimana:

Alla prossima. Enjoy ;)

The Book of Opera

Chi di voi non conosce l’ormai celebre Book of Mozilla ?

Per chi non lo sapesse si tratta di uno dei più geniali ed interessanti easter egg che gli sviluppatori di Netscape, prima, e Mozilla, poi, hanno pensato bene di inserire nei loro browser e visualizzabile digitando nella barra degli indirizzi about:mozilla.

Il risultato sarà una pagina in cui verrà mostrata una qualche sibillina profezia i cui versi si rifanno all’Apocalisse di Giovanni e riguardante la storica, nonchè interminabile, guerra dei browser.

Tralasciando ulteriori dettagli (per i quali potete consultare la relativa voce su Wikipedia), la cosa ha sempre suscitato grande interesse anche fra i non seguaci del lucertolone, finchè, qualche giorno fa, l’utente Southern Cross ha deciso di annunciare al popolo della rete la sua profezia che stavolta, a seguito di una non meglio precisata disfatta della volpe, vede protagonista una nuova bestia chiamata (stranamente :P ) Opera.

E visto che qui, dopotutto, non stiam mica a far ballare i trichechi, ho voluto dare anche io il mio piccolo contributo trascrivendo i sacri versi secondo le antiche e consolidate tradizioni. :lol:

Ecco dunque il risultato finale (cliccate sull’immagine per ingradirla):

Andrà davero così? Chissà… In attesa che il destino faccia il suo corso non mi resta che darvi appuntamento alla prossima. ;)

Opera 10: che problema esser primi

Nonostante il sottoscritto non abbia avuto la possibilità di occuparsene, qualche tempo fa è stata rilasciata la prima alpha pubblica di Opera 10.

Una release importante che, come avevo  previsto a suo tempo, rappresenta solo il primo passo verso quella che sarà la versione finale e che dovrebbe inglobare, oltre  a quanto già introdotto (nuovo engine, controllo ortografico, aggiornamenti automatici, email in HTML), molte altre novità ancora sconosciute (anche se qualcosa la si può immaginare).

Ma tralasciando l’analisi delle sue caratteristiche, questa release aquista ancora più importanza perchè rappresenta il primo browser ad aver raggiunto un numero di versione a due cifre. Vabbè direte voi… vogliamo far propaganda anche su queste cose?

No, ma la cosa ha portato alla luce un grave errore, finora ignorato, nella programmazione di un altissimo numero di siti web che, non essendo stati abbastanza lungimiranti in fase di costruzione, non sono ora in grado di riconoscere correttamente il nuovo browser limitandosi a leggerne solo la prima cifra di versione e classificandolo come Opera 1. Come risultato tutti quei siti che facevano uso di browser sniffing (che non mi stancherò mai di additare come uno dei grandi mali del web) per permettere la navigazione solo su browser “sicuri” o compatibili risulteranno inaccessibili usando Opera 10. Problema piuttosto grave visto che affligge persino portali di importanza cruciale come quello di Bank of America o Microsoft Live.

Inoltre, quel che è più grave, c’è il grosso rischio che la cosa si protragga ancora per parecchio tempo vista la quota in fondo esigua di utenti di Opera e che ci vorranno ancora molti anni prima che Internet Explorer raggiunga quota 10.

Se così fosse (e lo sarà comunque per quei sitarelli più piccoli che, probabilmente, nemmeno conoscono Opera) toccherà agli uffici di Oslo pensare ad un workaround soddisfacente… anche se questo potrebbe significare reimpostare l’user agent predefinito su Internet Explorer o altro come qualche anno fa.

Links:

10 is the one
Are you a browser sniffer? Get your site ready for a new smell
Opera 10: deja vu da millennium bug