Monthly Archive for ottobre, 2008

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Le directory di Opera

Articolo aggiornato ad Opera 9.6

A dispetto delle credenze popolari che vedono in Firefox l’unico browser capace di adattarsi alle esigenze dell’utente, anche le capacità di personalizzazione di Opera possono lasciare sbalorditi.

La maggior parte di queste modifiche, a meno di non usare pacchetti autoinstallanti creati da altri utenti e disponibili in rete (su My Opera tanto per fare un esempio), passano però attraverso  la modifica manuale di alcuni files .ini del programma. Lungi dallo scopo di questo articolo spiegare come editare tali files, è invece di fondamentale importanza conoscerne l’ubicazione. Ecco dunque come procedere per sapere sempre dove trovare il file di nostro interesse.

Vi sono fondamentalmente due cartelle in cui Opera conserva i propri files: la directory di Installazione e quella del Profilo.

Per quanto riguarda la prima, generalmente non interessante per chi si dedica alla customizzazione, si tratta del percorso scelto in fase di installazione del programma che, salvo modifiche manuali, troverete in C:\Programmi\Opera (o, per essere più precisi, in %Program Files%\Opera).

Molto più utile è invece conoscere il percorso del proprio profilo visto che tutti i file che andremo ad editare sono (o andranno) salvati in esso. Per conoscerne l’ubicazione basterà semplicemente aprire il browser e andare su ? > Informazioni su Opera (Help > About Opera, nella versione inglese). Nella pagina che si aprirà, sotto la sezione Percorsi (o Paths, rispettivamente), troverete il suo percorso alla voce Cartella di Opera (Opera directory).

A questo punto potrete sbizzarrirvi nella creazione del browser dei vostri sogni anche con soltanto il primitivo Notepad di Windows :wink:

E prima di chiudere ecco un elenco delle principali cartelle e files da conoscere:

Directory di installazione:

  • \defaults\ :  al suo interno sono conservate tutte le configurazioni standard del programma. Utilissime anche come base di partenza.;
  • \Styles\ :  contiene tutte le “pagine speciali” usate dal programma. Per chi vuole dare quel tocco in più al proprio lavoro.
  • \program\plugins : contiene i files dei plugin NPAPI usati dall’applicazione.

Profilo:

  • \keyboard\ :  contiene i files di configurazione delle shortcuts (scorciatoie da tastiera) per accedere rapidamente a determinate funzioni usando una combinazione di tasti;
  • \menu\ : sicuramente più importante, contiene i files di configurazione che contrallano tutti i menu del programma. In must per ogni smanettone;
  • \mouse\ : al suo interno sono salvati i files di configurazione delle mouse gestures, dal funzionamento analogo alle shrortcuts ma tramite movimenti del mouse;
  • \sessions\ : contiene tutte le sessioni di lavoro salvate. Utile comunque anche per gli smanettoni;
  • \skin\ : contiene ovviamente i pacchetti .zip delle skin scaricate;
  • \styles\ : utile solo in poche occasioni, contiene i CSS personali;
  • \toolbar\ : è, assieme a quella dei menu, la più importante directory per chi si dedica alla customizzazione. Contiene i files di configurazione delle barre degli strumenti;
  • opera6.ini : è il principale file di configurazione del programma. Da editare solo in limitati casi per correggere qualche problema;
  • search.ini : contiene la lista dei motori di ricerca personali. Presente solo se se ne è aggiunto o rimosso qualcuno;
  • speeddial.ini : come è facile intuire configura l’Accesso Rapido di Opera che può essere plasmato a proprio pacimento;
  • urlfilter.ini : contiene l’elenco dei contenuti e siti da bloccare durante la navigazione.

Best of Week (+/-) #14

Ed eccoci al classico appuntamento del week end con il meglio trovato in rete… Certo i link saranno anche un po’ più vecchiotti di una settimana ma in fondo restano pur sempre validi.

Salame #1
Kabu: Salame #1

Ecco la playlist della settimana:

Alla prossima. Enjoy ;)

Opera Web Standards Curriculum

Continuando il nostro excursus attraverso gli avvenimenti estivi, potevo io non parlare della straordinaria iniziativa targata Opera? Ovviamente no. :)

Storicamente famosa per il suo sostegno, oltre che aderenza, agli standard Web dettati dal W3C, Opera ASA ha pubblicato un completo corso di educazione ad uno “standards-based web development”Opera Web Standards Curriculum

“Learn to build a better Web with Opera” è lo slogan scelto dalla società per diffondere il verbo. Una chiara dichiarazione di intenti che non può certo lasciare adito a dubbi di sorta.

Gli articoli, che spaziano dalle basi di internet all’analisi di linguaggi quali HTML, CSS e JS, e sono arricchiti di link di approfondimento e ad altre risorse utili, coprono tutte le fasi di sviluppo di un sito.

Inoltre, essendo distribuiti secondo licenza Creative Commons, possono essere liberamente utilizzati da chiunque sul proprio spazio web ed anche localizzati nelle diverse lingue (cosa che forse prenderò in considerazione per OperaZone).

Una iniziativa, come dice lo stesso Asa Dotzler, sicuramente encomiabile e che va ad aggiungersi all’ottimo lavoro già svolto in passato attraverso i canali Open the Web (il cui logo, dal sapore un po’ retrò, capeggia in cima a questo articolo) ed il più recente Opera Developer Community. Nella speranza che non rimangano solo parole nel vento.

Mozilla Labs: Weave, Ubiquity e Snowl

E come promesso rieccomi finalmente, ancora una volta, al lavoro su questo blog come ai vecchi tempi. Il periodo trascorso dalla mia partenza è stato una vera miniera di avvenimenti ed informazioni spazianti in ogni campo del conosciuto e del conoscibile umano, e la rete chiaramente non poteva certo esimersi dal compito di amplificare all’inverosimile ogni eco giuntole.

Riuscendomi davvero difficile immaginare un modo per incanalare tutte quelle informazioni che penso meritino una segnalazione nella classica rubrica Best of Week, ho deciso di dedicare almeno alle più significative una serie di mini-articoli che, anche se decisamente “out of date”, preferisco abbiano comunque visibilità sul blog.

Ad aprire le danze ecco dunque il team Mozilla ed i suoi laboratori.

La nuova browser war ha caratteri profondamente mutati da quanto visto nelle precedenti “edizioni”. Per combatterla non basta più fornire un prodotto valido ed attraente, ma bisogna diventare dei pionieri nello sviluppo di nuove tecnologie e nel miglioramento di quanto già esistente. Dai laboratori Mozilla ecco dunque nascere Weave, Ubiquity e Snowl.

Weave, arrivato alla versione 0.2, è chiaramente in diretta concorrenza con la proposta di casa Opera (Opera Link), prendendone spunto per creare non solo un servizio di sincronizzazione “made and hosted in Mozilla”, ma anche un framework comune per lo sviluppo di servizi affini tramite nuovi standard aperti, oltre che un’architettura liberamente espandibile sulla falsariga di Firefox.

Ubiquity è invece la proposta Mozilla per lo sviluppo di nuove vie di interazione utente-macchina-utente, campo piuttosto statico da quando le interfaccie grafiche hanno iniziato a sostituire la vecchia command line, con l’intento di rendere il tutto più naturale e vicino all’uomo. A parte i risvolti pratici attuali, dal valore difficilmente valutabile, con la creazione di mashup che semplificano svariate operazioni quotidiane, sono senza alcun dubbio molto più interessanti i possibili risvolti futuri per una tecnologia che potrebbe rivoluzionare decenni di storia dell’informatica.

Snowl rappresenta infine il risultato di un’idea maturata da tempo all’interno della developers community di Mozilla, che vede il solo browser al centro dell’esperienza web dell’utente. Ultimo ostacolo da abbattere è quindi la centralizzazione di tutte le attività di messaggistica, oggi veicolate da un numero sempre più vasto di protocolli, all’interno del solo navigatore. Tentativo piuttosto coraggioso di cambiare lo status quo, ma forse destinato a restare solo una utopia.

Vedi Mykonos e poi muori

Quante volte, al termine di un viaggio, avete avuto la sensazione di lasciare in quel luogo che vi ha visti rinascere dalla grigia e routinaria vita di tutti i giorni, un importante pezzo di voi stessi?

E’ (purtroppo? ) nella natura di ogni essere umano, in qualcuno più di altri, mitizzare tutto ciò che non rientra nell’ordinario e, nel caso questo sia rappresentato da un periodo, per quanto breve e fugace, che sia stato capace di regalare delle favolose esperienze che perdureranno in vividi colori all’inesorabile declino delle vostre memorie, tutto acquista un significato particolare.

Ecco, tornando da quella che non esito un solo istante a considerare la più bella esperienza della mia vita, cosa ha significato il mio viaggio in quel di Mykonos affrontato questa estate, ed ecco perchè, pur sforzandomi nel trovare qualcosa di più originale, non sono riuscito ad immaginare titolo migliore per questo post che il parafrasare quel famoso detto che da sempre ha visto invece la vecchia Napoli protagonista.

Ovviamente chiunque direbbe che quel che conta è il viaggio, staccare la spina insieme ad amici, amore o parenti, ed in fondo poco importa quale sarà la meta… del resto è esattamente quello che pensava anche il sottoscritto prima di arrivare a Mykonos… ora posso assicurarvi invece che non la pensa più così.

Il motivo, difficile da spiegare a chi, non essendoci mai stato, non potrà capire, può essere riassunto in una semplice affermazione di colui che, in fondo, quella Mykonos come oggi la conosciamo l’ha creata: “Mykonos è veramente una… strana isola”, e l’unico modo per capirla è viverla.

E non si parla della movida presente, in diverse forme e grado, in qualsiasi località dedita a questo tipo di turismo, nè degli spettacolari paesaggi che tutta l’isola ha da offrire, fra scogliere di rara bellezza, spiagge paradisiache di ogni tipo e per ogni gusto, e paesini e centri cittadini che mai rinunceranno al loro folklore.

No, Mykonos è ben più di questo e lo spirito di chiunque vi approdi, da qualunque parte del mondo arrivi, ne è la più chiara dimostrazione. Gente che è lì unicamente per divertirsi e lo fa nel modo giusto. Non vedrete risse, non vedrete droghe, non vedrete nulla che vi provocherà in qualche modo fastidio o disgusto… eppure ci si diverte, e come mai in nessun’altra isola ho visto o sentito fare… ma, come detto, Mykonos è veramente una strana isola, e l’unico modo per capirla è viverla.

Inutile tenere un maniacale diario, cronaca minuto per minuto di quelle esperienze, come se ne vedono molti sulla rete…ciò che conta è cosa resta dentro… il resto in fondo è solo un contorno…

Potrei raccontare le mille esperienze vissute, persone e ragazze conosciute, e luoghi visitati, potrei parlare di quelle che sono fra le più belle discoteche del mondo e degli inimitabili lidi che tappezzano i piccoli ritagli di costa, o anche di personaggi del tutto fuori del comune (o di melone, fate voi :lol: ) come Sasà, il re dell’isola più trasgressiva dell’Egeo, che una sera ci ha persino omeggiati, nostro malgrado, di un amichevole colloquio davanti a qualche bicchierino in un piccolo baretto fuori porta… un dialogo davvero surreale, senza alcun dubbio (chi ha avuto l’onore saprà di cosa parlo :roll: ), ma che ha sicuramente dato qualcosa in più alla vacanza…ma finirei per diventare eccessivamente nostalgico o, quel che è peggio, creare un blog monotematico solo per parlare di Mykonos… e lì si che gli aggiornamenti arriverebbero uno dietro l’altro. :razz:

Ecco cosa è Mykonos. Ecco cosa rappresenta  per ogni singolo animo che ne ha incrociato la via… esperienze, persone, colori e sapori non descrivibili in modo alcuno nemmeno dalla più abile penna o dal più talentuoso pennello esistenti al mondo… il luogo in cui ho lasciato un pezzo di me.

Nota a margine: non sono in alcun modo pagato da nessuno e se state pensando, come è logico che sia, che le foto incluse sono un insulto alla fotografia… beh è rinomata la mia inettitudine più totale dietro la macchina :lol: