Cinema: Avatar (3D)

E’ davvero difficile dire sotto quanti aspetti Avatar sia rilevante e perché.
Talmente difficile che ho deciso di non farlo.
Sia perché sarebbe un lavoro lungo e faticoso, sia perché non tollererei obiezioni di sorta da sprovveduti che NCCUCDC.

Con queste parole si apriva il post pubblicato ieri da Roberto Recchioni (aka RRobe) che mi ha decisamente costretto ad alzare il culo dalla poltrona per verificare di persona che cosa stava succedendo realmente nel mondo là fuori. Ma qui si è provincialotti e così, organizzata la giusta truppa di amici, si decide di spostarsi  nel “mondo moderno” dove esistono cinema semiseri dotati addirittura (oltre che di schermi non risalenti all’anteguerra :roll: ) di supporto alla nuova tecnologia 3D. Avatar stiamo arrivando!

Un piccolo passo (oddio… 30 minuti di autostrada per la verità) per un uomo, un grande salto per il bambino che si porta dentro.  :lol:

Cominciando con gli aspetti meramente più tecnici, il nostro primo impatto con il 3D è stato infatti davvero estasiante. OK non avevamo termini di paragone essendo la nostra prima esperienza, ma per quel che mi riguarda non avrei potuto essere più soddisfatto. Non ci avrei puntato 2 lire ma questo 3D funziona realmente. Peccato solo per il brutto effetto che si viene a creare quando gli elementi escono fuori dallo schermo sparendo improvvisamente dalla visuale dello spettatore ma immagino che uno schermo di 360° sia una cosa un po’ ostica da realizzare. :razz:

C’è però da dire che lo stress per gli occhi è davvero notevole. In giro ho letto pareri discordanti su questo ma posso assicurare che per quanto ci riguarda siamo usciti davvero provati sotto questo aspetto.

Avatar Avatar Avatar

E dopo questa prima considerazione generale da provincialotto passiamo al film.

Innanzitutto, ma credo che la cosa fosse già nota, la trama è davvero molto scontata limitandosi ad un riciclo di canovacci già visti in mille altri film. In particolare mi vengono subito in mente pellicole come Balla coi lupi, L’ultimo Samurai o Beowulf, ma ognuno può trovarci più o meno quello che vuole. L’originalità non era decisamente una delle carte giocate da James Cameron.

Ma questo non inficia comunque la bontà del prodotto: sarà anche un mix di film già visti ma è pur sempre un ottimo mix ben equilibrato e studiato. Non c’è nulla che stona o non funziona, semplicemente spesso e volentieri penserete “ecco ora succede questo o quell’altro”. Per me non è un difetto.

Passando poi all’impatto visivo (oltre al 3D) devo dire che non solo i tecnici della CG hanno fatto un ottimo lavoro (vabbè visti i budget :lol: ), ma tutta l’ambientazione è davvero riuscitissima. Anche qui non è che l’originalità la faccia da padrone dopotutto, ma Pandora è stata davvero studiata e creata sin nei minimi dettagli senza trascurare nulla. Certo a volte potrà venire in mente l’Xbox (non so perchè ma per me è così) ma quando ti trovi immerso in quel mondo, volando fra le sue montagne fluttuanti o correndo nelle sue foreste, non lo cambieresti per nulla al mondo.

Parlando di CG non mi ha invece convinto troppo la resa dei Na’Vi, gli indigeni di Pandora, ma questo è un difetto mio probabilmente.

Senza farla troppo lunga mi ha lasciato invece totalmente indifferente la OST quasi non fosse stata nemmeno presente. Obiettivamente si sarebbe potuto fare molto di più (a cominciare dall’affidare le musiche a qualcun altro).

Per il resto i personaggi, chi più chi meno, funzionano benissimo tutti e son resi magnificamente dai rispettivi attori. Nota di merito (a parte la mia amata e mai sbagliata Michelle Rodríguez) per Stephen Lang che ha interpretato uno dei colonnelli più duri ed incazzosi che io abbia mai visto, del genere che Rambo e Commando non oserebbero nemmeno incrociarne lo sguardo probabilmente. :lol:

Da quanto sopra si capisce dunque che Avatar vale, e tanto anche. Non esistono dubbi sul fatto che Cameron abbia confezionato un gran bel lavoro e di sicuro vederlo in  una buona sala 3D esalta all’ennesima potenza quanto di buono già ci sarebbe.

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Detto questo però ora mi permetto di “fare le pulci” al commento di RRobe (si son parecchio arrogante lo so).

Avatar è un gran bel film, un kolossal senza dubbio, ma francamente trovo una vera esagerazione metterlo su un piedistallo o addirittura imporlo come pietra miliare nella storia del cinema. Lo è senz’altro se si considera la rivoluzione 3D e gli aspetti più prettamente tecnologici, ma arrivare a paragonarlo addirittura a quello che è stato ai suoi tempi Guerre Stellari per me è pura follia (o “fanboysmo” ).

Guerre Stellari ha realmente segnato una svolta (oltre che, probabilmente, una generazione) nella storia del cinema, Avatar è invece un comunissimo kolossal  come se ne son visti e se ne vedranno tanti altri. Che poi comincino a fiorire popolazioni di nerd pronti ad imparare la lingua dei Na’Vi (se ne incontro uno lo picchio :P ) credo sia tutto un altro discorso.

E con questo è davvero tutto. Se ne avete la possibilità approfittatene quindi perchè sarà un gran bello spettacolo, ma direi di evitare inutili sensazionalismi che servono solo a chi fa merchandising e non certo all’utenza. ;)

Buon 2010 a tutti

Benchè fossi largamente tentato di saltare anche questo appuntamento, alla fine non me la sono proprio sentita di non augurare a tutti un felicissimo anno nuovo… se non altro perchè Insel der Engel’ potrebbe anche restarci male se non gli faccio gli auguri per la sua seconda calendelina da spegnere :D

E dato che ci siamo andiamo anche con qualche bilancio di questo 2009.

Decisamente un buon anno per il sottoscritto… duro, incredibilmente duro, ma pieno di tante soddisfazioni personali ad allietare le sicuramente maggiori delusioni.

Un anno che mi ha visto portare a termine diverse cosette, cominciarne delle altre, perdere amicizie che non avrei mai pensato potessero finire e nel contempo rafforzarne altre che mi hanno dato molte più soddisfazioni di quante ne avessi avuto fino ad allora. Troppo sibillino? Vavè meglio così dai :P

Tra le cose che invece rimpiango di più  spiccano sicuramente il pochissimo tempo dedicato al disegno (per lo meno sul piano pratico) ed al blog (ed internet in generale)… ma del resto il tempo quello è e quindi bisogna pur sacrificare qualcosa.

E proprio in quest’ottica mi spiace deludere quanti (già quanti? c’è nessuno? :P ) si aspetterebbero un mio ritorno. Decisamente se nel 2009 sono stato poco presente, nel 2010 sarò per lo più assente, ma spero che il nuovo taglio (passato un po’ in sordina per la verità) dato al blog (che ora comincia in effetti ad assomigliare ad un blog piuttosto che ad una pseudo-testata di informatica) giovi a trascinarmi sulla tastiera di tanto in tanto… e si che di cose che mi piacerebbe scrivere ce ne sarebbero parecchie :roll:

Del resto c’è anche da sottolineare che a contendersi il poco tempo libero c’è da qualche tempo anche il fattore videogame (più che altro retrogame ma non solo) che ha riconquistato dopo  tanto tempo il sottoscritto come non mi sarei mai aspettato (e qui il buon King of G’n'G ha la sua bella parte di colpe :P ), ragion per cui cari lettori abbiate pazienza… taaaaaanta pazienza :lol:

E dopo questo bel post istituzionale non mi resta che augurarvi un magnifico 2010!!! ;)

On my clouds #2 – Sayonara Jiraiya

Nonostante le mie intenzioni fossero inizialmente ben diverse, come avrete già notato dal triste titolo anche questo secondo appuntamento con On My Clouds non poteva non essere dedicato al mondo di Naruto ed ai suoi ultimi sviluppi. Come sempre occhio agli spoiler! ;)

Ma prima di passare al piatto forte del giorno, qualche veloce commento sul capitolo 469 del manga.

Kishimoto è un tipo assai strano, a volte davvero incomprensibile. La sua mano muove invisibile le fila di un mondo che ha (e questo sarà probabilmente ancor più vero in futuro) senza dubbio segnato una svolta nell’immaginifico dei nuovi mangaka e non solo. Molti lo definiranno un genio irraggiungibile, per altri sarà solo uno sopra la media. Io mi muovo fra le due opinioni. Fatto sta che ogni tanto mi sentirei quasi in diritto di dirgli “Ma che cacchio fai?!”, esattamente come per questo ultimo capitolo.

Non so davvero come la pensiate voi ma se la settimana di pausa gli fa sempre questo effetto il mio consiglio è di non concedergli nemmeno la pausa caffè. :P

Scherzi a parte pare proprio che le due settimane di attesa siano state solo un preludio che ha sicuramente deluso molti altri insieme al sottoscritto. Un preludio per qualcosa che onestamente comincio a vedere sempre più distante e sfocato, annebbiato da tutta una serie di inframmezzi che credo terranno banco per parecchio… ma del resto si sa che Kishimoto ama profondamente costruire la sua storia tassello a tassello, facendone assaporare lentamente ogni minimo particolare.

Per carità non ci può esser sempre la Royal Rumble, di questo sono consapevole, e la forza di un mangaka che va ormai avanti da 10 anni deriva probabilmente proprio dal saper resistere alla tentazione. Ma in questo schema si inseriscono bene le vicende di Danzou (che a quanto pare ha un piano ben definito… visti tutti quelli passati io non mi ci affiderei troppo :P ) o quelle di un’alleanza che è ormai da mesi che deve essere costituita, tralasciando l’ormai imminente scontro fra lo squalo dell’Akatsuki e l’adorabile canaglia di Kumogakure.

La stessa cosa non riesco invece a dire per il patetico siparietto con protagonisti Sakura e Naruto e tutta la combriccola di Konoha.

Siparietto dagli esiti abbastanza prevedibili che servirà probabilmente solo a riempire qualche pagina dei prossimi capitoli. Ecco questa è esattamente la situazione cui accennavo all’inizio e che purtroppo si ripete abbastanza spesso in Naruto che, nella mia modestissima nonchè insindacabile opinione, è il manga che più di tutti si muove tra momenti di pura perfezione ed altri altrettanto pessimi. Ma questo resta un mio giudizio e di questo ne son consapevole, sennò non avrei dato questo nome alla mia rubrica. ;)

E dopo essermi tolto questo sassolino dalla scarpa passiamo invece alla controparte animata.

Beh anche in questo caso non credo proprio di esagerare nel dire che con l’episodio di questa settimana si sono raggiunte vette probabilmente mai toccate in precedenza “grazie” (temo l’interessato non fosse del tutto daccordo :D ) all’eroica uscita di scena del Sannin di Konoha.

Episodio che dimostra una volta di più l’incredibile senso della regia del mangaka che ha permesso ai produttori della serie animata di attenersi pedissequamente alla “storyboard” originale senza dover apportare alcuna modifica. Confrontando anime e manga noterete infatti come non esistano praticamente differenze fra i due nemmeno nelle svariate inquadrature. Come detto, non certo una novità per Kishimoto un cui “salto di qualità” futuro non mi stupirebbe assolutamente viste le premesse.

Unica nota (personalissima) in proposito riguarda il momento in cui i sei cammini si scaglierebbero sul vecchio sensei proclamando la propria natura divina. Non so voi ma l’impressione che ne avevo avuto dal manga era decisamente più “pomposa” di quanto si sia visto nell’anime, in cui tale passaggio mi è sembrato messo un po’ in secondo piano. Ma questa è solo un’altra delle mie fisse. :D

Andando invece ad un’analisi un attimo più approfondita, con l’episodio 133 si è finalmente raggiunto un punto cruciale della storia non soltanto per la trama in sè, ma perchè mette meglio a fuoco alcuni aspetti dell’opera su cui finora, per quanto costantemente presenti, non ci si era mai davvero soffermati, lasciando all’intuito del lettore/spettatore il gratificante (ma non per questo immediato o di facile accesso) compito di coglierli tutti per ricavarne una visione unitaria della “filosofia” che permea Naruto. L’ho già detto la scorsa volta: con la sua opera Kishimoto non si è limitato a creare uno shonen in cui eventuali valori rappresentano semplicemente la ratio (il collante se vogliamo) per giustificarne trama e scontri. Sembrerebbe invece quasi l’inverso, ovvero la trama fa a volte da semplice veicolo per esprimere le proprie idee e visioni. Lo so è contorto e complesso, specie per uno shonen mainstrem come Naruto, eppure non credo si tratti di pura retorica.

Per la precisione viene finalmente evidenziato una importante compontenete di questa “filosofia”, che acquista finalmente significato pieno e completo all’interno dell’opera:

Dokonjou: determinazione, il coraggio di non arrendersi mai

che va quindi ad aggiungersi alla già citata ricerca della pace e l’ancor più importante “Volontà del Fuoco” (su cui ho intenzione di tornare prima o poi), anch’essa ampiamente presente in questo episodio. Il passaggio di consegne da Jiraiya a Naruto è totale, non c’è alcun rimpianto nelle parole del vecchio eremita che prima di metter via la penna, per sempre, pensa simbolicamente al titolo del prossimo libro

La storia di Uzumaki Naruto

Del tutto inaspettate invece sono state (o per lo meno così è stato quando lessi il manga) le riflessioni di un Jiraiya moribondo sulla vita e sulla fine di uno shinobi (e, per traslazione al mondo reale, di un uomo). Non sono sicurissimo che le traduzioni dei fansub fossero esatte (anzi a mio avviso c’è decisamente qualcosa che stona) ma questo non influisce comunque sulla questione liquidata un po’ troppo celermente:

La vita di un ninja non si misura in base a come ha vissuto, ma da come è morto.

Secondo tale teoria una fine eroica cancellerebbe di fatto tutti i fallimenti passati, cosa che per l’appunto rasserena “il rospo del pozzo mentre sprofonda nell’oceano senza fondo” (cavolo questa è una citazione importante che chi fa Fansub non può non cogliere alterandone il senso :roll: ). Per come la vedo io è probabilmente l’unica trovata di Kishimoto introdotta, come dicevo poco sopra parlando dei comuni shonen, più come ratio per far andare avanti la trama nel migliore dei modi che per reale convinzione. Insomma è lampante quanto questo facesse comodo al mangaka per una perfetta uscita di scena del personaggio forse più amato dal pubblico, ma, per quanto mi impegni, non riesco davvero a trovargli una collacazione all’interno di quella filosofia generale che pervade il manga. Se si tratta di un limite del sottoscritto lo scopriremo forse in futuro. ;)

Sia come sia un importante capitolo di Naruto è stato finalmente chiuso, ancora una volta con somma maestria di Kishimoto sensei che in quanto ad uscite di scena epocali dei suoi personaggi non teme davvero confronti (Sandaime Hokage, Asuma Sarutobi, Orochimaru, tanto per andare sul concreto).

Ciò nonostante non ci sarà comunque di che lamentarsi (salvo eventuali filler) ancora per parecchio tempo grazie all’entrata in gioco, tanto per cominciare, di tutta la stirpe Uchiha attualmente esistente. :mrgreen:

Prima di lasciarvi volevo infine ringraziare tutti i lettori del precedente appuntamento di On My Clouds. Non mi aspettavo davvero simili riscontri quando lo pubblicai ma non posso negare che fa sempre piacere vedere simili risultati. Ora però migliorate anche sui commenti però. Alla prossima ;)

On my clouds #1 – Juubi!

Salve a tutti.

Immagino non sia mai semplice ricominciare a scrivere dopo lunghe pause come quella che mi son preso. Per rompere l’imbarazzo ho quindi deciso di cominciare inaugurando una nuova rubrica (il cui titolo potrebbe subire radicali cambiamenti :???: ) che avevo in mente da parecchio ma, un po’ per mancanza di tempo un po’ perchè forse non ero mai riuscito a convincermi del tutto, non aveva ancora visto la luce.

Per farla breve (e con me si sa che non è cosa facile :lol: ) questa rubrica, decisamente ispirata al mitico Angolo del Blurry, sarà totalmente votata ad ogni sorta di riflessione personale su tutto ciò che attiene a quel fantastico mondo che è il fumetto (principalmente i manga) e l’animazione giapponese, per quanto non sono escluse aprioristicamente contaminazioni non nipponiche o persino di altri campi. Insomma qui il tasso di “nerditudine” potrebbe raggiungere livelli notevoli perciò siete avvisati. :cool:

Altra (importantissima) avvertenza: attenti agli spoiler! Se non state al passo con le cadenze del Sol Levante vi consiglio caldamente di saltare la lettura di questa rubrica.

Detto questo possiamo iniziare, e quale modo migliore se non proprio dopo aver letto l’ultima fatica di Masashi Kishimoto che questa settimana è riuscito a regalarci un capitolo davvero interessantissimo e che si apre a numerosi spunti.

Bando alle ciance dunque perchè la parola d’ordine oggi è una sola: Juubi!

Un nome che da solo fa sussultare persino i Kage pare proporsi come l’ultimo di una lunga serie di rimedi a quello che è il male peggiore di questo sventurato mondo: l’uomo.

Quella che normalmente viene inserita come naturale componente di qualsivoglia shonen, la ricerca del bene e della pace fra gli uomini, sembra essere una tematica parecchio sentita da Kishimoto sensei che ha ormai da tempo deciso di incentrare tutta la sua opera, a prima vista un comune (per quanto riuscitissimo) manga di azione/combattimento, proprio su un’analisi per nulla superficiale di quella che è alla fine dei conti la natura umana, ed ancora più interessante risulta forse per il fatto che il tutto viene gestito ad arte dall’autore senza minare in alcun modo la natura di shonen.

Del resto è comunque da dire che non è certo la prima volta che vediamo produzioni di questo tipo, prima fra tutte Death Note, e questo credo sia un segnale importante in quanto rappresenta probabilmente una spia d’allarme di quel disagio che sempre più viene avvertito in giro per il mondo (sia esso realmente sentito dagli autori o solamente il risultato del semplice “cavalcare l’onda”).

Quello che però distingue, a mio avviso, Naruto da altri è il fatto che questa ricerca non è stata affidata ad una sola parte che verrà di conseguenza approvata (come nella stragrande maggioranza dei casi degli shonen più superficialotti) o, seppur parzialmente, rifiutata (come avviene in Death Note) dal lettore a seconda di chi sia a portarla avanti.

In Naruto abbiamo invece a che fare con un quadro forse più vicino a quello che è il mondo reale.

Abbiamo visto una filosofia molto “new age” portata avanti (escludendo lo Shodaime ed il Sandaime che cercarono più che altro il benessere per il proprio villaggio) da Jiraya prima e adesso da Naruto, la linea dura ma comunque “pura” di un Pain che con il suo Kinjutsu aveva trovato una risposta decisamente più realistica delle belle parole del maestro, ed ora abbiamo il potere del Juubi che permetterebbe a Madara di riuscire dove persino l’uomo che divenne Dio fallì.

Ancora una volta il dilemma resta il medesimo: è possibile portare la pace su questo mondo senza sacrificare la stessa essenza della natura umana (se non l’umanità stessa) ?

Sembra proprio che la risposta resti un No secco persino in un’opera di fantasia come Naruto. Allo stesso Jiraya non bastò una vita intera per trovare una risposta più soddisfacente e francamente credo proprio che Kishimoto non rovinerà la sua opera con un improbabile finale in cui Naruto porterà a termine la ricerca del sennin.

La speranza non esiste! La speranza equivale alla resa… L’unico inganno è quello che continuate a sostenere voi

Con queste lapidarie parole Madara (o più probabilmente lo stesso Kishimoto) chiude l’inutile ricerca di una risposta che esiste già e tutti conoscono ma che nessuno vuole accettare. E se persino Naruto ha alla fine accettato la realtà dei fatti significa che siamo di fronte a quella svolta che l’ombra che incombeva sul mondo degli shinobi aspettava ormai da troppo tempo.

Inutile dire che con una simile dichiarazione di intenti i fan di Naruto avranno di che divertirsi prossimamente :P

Con questo chiudo il primo appuntamento con On My Clouds sperando (semmai qualcuno l’abbia letto) di non avervi annoiato troppo. Francamente, vista quanta carne al fuoco è stata messa in questo capitolo, avrei voluto parlare di tante altre cose ma poi ne sarebbe uscito un trattato che difficilmente qualcuno avrebbe potuto leggere. Non resta dunque che darvi appuntamento alla prossima (eventuale) puntata. ;)

PS: ne approfitto per ringraziare pubblicamente il fantastico lavoro portato avanti dai ragazzi di Komixjam.it

Buone vacanze

Kabu - Summer Sunshine

Kabu - Summer Sunshine

Non c’è molto da dire. Tra poco partirò per il mio annuale esilio estivo tagliato fuori da internet e dal mondo… non che cambi qualcosa rispetto ad ora per quel che riguarda il blog in verità ma giusto per avere uno straccio di giustificazione. :P

Se tutto va bene ci si dovrebbe rivedere per fine Settembre… forse…

Beh non mi resta che augurare a tutti di passare delle magnifiche vacanze… divertitevi voi che potete perchè qui si passerà tutto il tempo a studiare. O_o

A presto. ;)